La sfida: fare pratica in una grande aula
La dimensione della platea richiedeva una progettazione precisa di tempi, consegne e interazioni.
Infatti la peculiarità del caso è proprio l’erogazione in presenza con un’aula o, per meglio dire, una platea, di circa 80 persone con le quali fare anche esercitazioni pratiche guidate.
Il corso è stato organizzato in due sessioni per separare le attività di base da quelle più avanzate e per ciascuna lezione tutta l’aula ha potuto esercitarsi in esercitazioni guidate.
Abbiamo alternato spiegazioni, dimostrazioni e attività operative, così da permettere ai partecipanti di sperimentare gli strumenti e confrontare risultati differenti senza perdere il ritmo dell’aula.
Il mio ruolo nella progettazione e nella docenza
Mi sono occupato della struttura teorica e pratica del corso, della sequenza dei contenuti e della progettazione delle esercitazioni. Le attività sono state adattate al settore assicurativo e ai contesti professionali dei partecipanti, usando scenari realistici ma privi di informazioni riservate.
Il percorso ha affrontato possibilità e limiti dell’AI generativa, qualità degli output, bias, gestione delle informazioni e criteri per un uso sicuro e responsabile, considerando anche il quadro normativo applicabile, tra cui l’AI Act.
Cosa dimostra questo progetto
Il caso mostra che una formazione AI personalizzata può mantenere una forte componente pratica anche con una platea ampia.
La qualità non dipende dal numero di strumenti presentati, ma dalla capacità di collegare i concetti alle decisioni quotidiane: definire un obiettivo, fornire il contesto, verificare una risposta, riconoscere errori e capire quando l’AI aggiunge valore e quando invece non è lo strumento adatto.